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	<title>conundrum &#187; open-source</title>
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	<description>a revolution is an insurrection</description>
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		<title>I Dreamt I Was an Architect</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 13:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emmanuele Bassi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gnome os]]></category>
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		<category><![CDATA[this isn't software development camp]]></category>

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		<description><![CDATA[il primo Luglio, contrariamente alle mie aspettative, sono stato eletto insieme ad altre sei persone a far parte della Board of Directors della Fondazione GNOME. la direzione tecnica del progetto non è tra i compiti della Fondazione: per quello ci si affida ai maintainer dei vari moduli, e al release team per quanto riguarda l&#8217;integration [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il primo Luglio, contrariamente alle mie aspettative, sono stato eletto insieme ad altre sei persone a far parte della <em>Board of Directors</em> della <a href="http://foundation.gnome.org">Fondazione GNOME</a>.</p>
<div id="attachment_1250" class="wp-caption aligncenter" style="width: 125px"><a href="http://www.emmanuelebassi.name/wp-content/uploads/2011/07/GnomeBrandBook-VerticalOrientation.png"><img class="size-full wp-image-1250 " title="Gnome" src="http://www.emmanuelebassi.name/wp-content/uploads/2011/07/GnomeBrandBook-VerticalOrientation.png" alt="" width="115" height="155" /></a><p class="wp-caption-text">GNOME: Gnu&#39;s Not Unix Network Object Model Environment. Well, at least the first thing&#39;s still true.</p></div>
<p>la direzione tecnica del progetto non è tra i compiti della Fondazione: per quello ci si affida ai <em>maintainer</em> dei vari moduli, e al <em>release team</em> per quanto riguarda l&#8217;<em>integration and release management</em>; non che si possa dare una qualsivoglia forma di &#8220;direzione tecnica&#8221; in un progetto complesso come Gnome: come posso costringere i <em>maintainer</em> di — ad esempio — Evince e EoG a cambiare radicalmente l&#8217;intento e scopo dei loro due progetti? mica vengono pagati dalla Fondazione.</p>
<p>detto questo, parte della mia &#8220;piattaforma elettorale&#8221; era, ed è, incentrata sull&#8217;idea che Gnome debba crescere e piantarla di essere un <em>desktop environment</em> — cosa che ha cessato di essere se non nel nome da quasi dieci anni a questa parte.</p>
<p>l&#8217;idea che si possa scrivere un <em>desktop</em> in isolamento da quanto avviene dal kernel in su, e dalle applicazioni in giù, è ridicola e infantile. esattamente come l&#8217;idea che si possano cambiare pezzi <strong>a costo zero</strong> senza che il risultato cambi, o che tutto quanto debba essere realizzato usando astrazioni per minimizzare l&#8217;impatto di cambiare i pezzi. entrambe sono posizioni che non reggono la prova dei fatti — posizioni che possono funzionare se si vive nel mondo dei sogni in cui le decisioni sono interamente dettate da dettagli tecnici; oppure se non si è mai dovuto creare un prodotto. in entrambi i casi, nella stanzetta adiacente, Babbo Natale e la Fatina dai Capelli Turchini vi spiegheranno che il mondo non funziona così, e che essere il nuovo <em>Enlightenmen 17</em> non garantisce a varia gente di campare.</p>
<div id="attachment_1247" class="wp-caption aligncenter" style="width: 191px"><a href="http://www.emmanuelebassi.name/wp-content/uploads/2011/07/Voltron.jpg"><img class="size-medium wp-image-1247" title="Voltron" src="http://www.emmanuelebassi.name/wp-content/uploads/2011/07/Voltron-181x300.jpg" alt="un'immagine del robot combinato Voltron" width="181" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">l&#39;architecture diagram di Gnome 4.0</p></div>
<p>esistono anche ragioni tecniche, ovviamente, per non <em>voltronizzare</em> un progetto; scrivere astrazioni risulta in perdita di tempo, <em>performance</em> e alla fine risulta in costi di mantenimento superiori: invece di mantenere una sola superficie di contatto tra due pezzi indipendenti (ognuno con i suoi limiti e bug), dobbiamo mantenerne due, con tre pezzi, di cui uno interdipendente. insomma, come fare il giocoliere con tre palle, di cui una piena di nitroglicerina.</p>
<p>tutto questo per quale motivo, poi? per poter garantire &#8220;libertà&#8221;?</p>
<p>garantire quale libertà? e a chi, poi?</p>
<p>la libertà garantita da una licenza <acronym title="Free Software Foundation">FSF</acronym> o <acronym title="Open Source Initiative">OSI</acronym>-approved non implica che qualunque cosa io scriva debba essere interoperabile con qualunque pezzo di codice in esistenza; se scrivo una libreria <a href="http://live.gnome.org/JsonGlib">per leggere e scrivere <acronym title="JavaScript Object Notation">JSON</acronym></a> che usa come base GLib mica devo anche scrivere la parte che funziona con le Qt: sarebbe eminentemente stupido.</p>
<div id="attachment_1246" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.emmanuelebassi.name/wp-content/uploads/2011/07/tumblr_l592efrfon1qalcvjo1_500.png"><img class="size-full wp-image-1246 " src="http://www.emmanuelebassi.name/wp-content/uploads/2011/07/tumblr_l592efrfon1qalcvjo1_500.png" alt="un'immagine astratta con la scritta: &quot;la qualità non è l'obbiettivo numero uno. essere totalmente fottutamente incredibili è l'obbiettivo numero uno&quot;." width="500" height="305" /></a><p class="wp-caption-text">come nei cicli di sviluppo - totally fucking amazing: n / 2 + 1. quality: n / 2.</p></div>
<p>scrivere un&#8217;interfaccia grafica che permetta all&#8217;utente di portare a termine un lavoro ha centinaia di dipendenze: kernel, driver, API per spedire pixel verso il monitor, API per ricevere input da tastiera, touchscreen o mouse; networking, device discovery, color management, graphics system; ognuna di queste si porta dietro le sue richieste e le sue dipendenze — e tutto questo va preso in considerazione come un unico blocco quando si vuole andare a definire una piattaforma per scrivere applicazioni. esistono standard, ma di solito sono troppo a basso livello per essere anche solo remotamente utili per scrivere un sistema operativo moderno. un sistema operativo che riesca a reggere la competizione, che scali verso le piattaforme mobili, e verso il <em>computing</em> condiviso e distribuito.</p>
<div id="attachment_1249" class="wp-caption aligncenter" style="width: 290px"><a href="http://www.emmanuelebassi.name/wp-content/uploads/2011/07/focus-follows-mouse-i-doubt-you-heard-about-it.png"><img class="size-full wp-image-1249" title="focus follows mouse/I doubt you heard about it" src="http://www.emmanuelebassi.name/wp-content/uploads/2011/07/focus-follows-mouse-i-doubt-you-heard-about-it.png" alt="un'immagine con un hipster con una maschera da gnomo seduto in città; la scritta superiore dice: &quot;focus segue il puntatore&quot;, mentre quella inferiore dice: &quot;dubito tu ne abbia sentito parlare&quot;." width="280" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">hipster gnome loves focus follows mouse</p></div>
<p>continuare a guardarci l&#8217;ombelico non aumenta la libertà degli utenti; né, ancora peggio, aumenta il numero di utenti — ovvero il pool da cui il progetto trae nuove risorse per scrivere applicazioni e componenti.</p>
<p>ovviamente, perdere i pochi utenti che abbiamo può essere visto come ancora peggio — ma siamo seri: perdere gli hipster per strada non è quasi mai una gran brutta cosa.</p>
<p>tutto questo <em>rambling</em> porta a <strong>Gnome OS</strong> — ovvero: prendere atto che stiamo scrivendo un sistema operativo; <strong>non una distribuzione</strong>: dovremmo essere stupidi per scrivere una distro nel 2011. un sistema operativo non è una distribuzione, nonostante alcuni tentino di farlo passare come tale; fare packaging del software è una cosa che esiste solo nel mondo del desktop Linux — e di solito serve solo per dare l&#8217;idea che chi impacchetta software stia contribuendo in maniera costruttiva allo sviluppo dell&#8217;<em>open source</em>.</p>
<p>intendere Gnome come un sistema operativo significa pensare che i progetti che compongono Gnome, e le loro dipendenze, siano trattati come un&#8217;unica struttura; una serie di garanzie per scrivere applicazioni, una <em>developer experience</em> che porti a una <em>user experience</em> consistente e professionale — il tutto sviluppato sotto gli occhi di tutti. il ché non significa &#8220;con il contributo di tutti&#8221;, bensì &#8220;aperto a tutti&#8221;.</p>
<p>non è per nulla banale, e la potenziale <em>hubris</em> di questa operazione è probabilmente misurabile sulla stessa scala delle migliori tragedie greche. ditemi, però, che non ne valga la pena. ditemi che bisognerebbe rimanere a fare un <em>desktop environment</em> per quelli che usano l&#8217;interfaccia grafica per lanciare trenta terminali e un browser. ditemi che bisogna accontentarsi del 2% degli utenti, oppure che bisognerebbe far diventare tutti quanti dei nerd inveterati.</p>
<p>ditemelo pure. mi scuso in anticipo se me ne andrò ridendo.</p>
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		<title>The Queen&#8217;s Approach</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 18:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emmanuele Bassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[alla fine, ieri Moblin 2.0 beta è diventato di pubblico dominio, e così un po&#8217; più di gente finalmente vede cosa sto facendo da sei mesi a questa parte. ovviamente, bug ce ne sono &#8212; non saremmo umani, altrimenti. tuttavia, se consideriamo la timeline dello sviluppo: novembre &#8212; struttura e scelta delle dipendenze dicembre &#8212; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vVG5sgmpJj0&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/vVG5sgmpJj0&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>alla fine, ieri <a title="Moblin" href="http://moblin.org">Moblin</a> 2.0 beta è diventato di <a href="http://moblin.org/documentation/moblin-netbook-intro">pubblico dominio</a>, e così un po&#8217; più di gente finalmente vede cosa sto facendo da sei mesi a questa parte.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QFJaDy6ySbU&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/QFJaDy6ySbU&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>ovviamente, <em>bug</em> ce ne sono &mdash; non saremmo umani, altrimenti. tuttavia, se consideriamo la <em>timeline</em> dello sviluppo:</p>
<ul>
<li>novembre &mdash; struttura e scelta delle dipendenze</li>
<li>dicembre &mdash; design iniziali, inizio dei backend per media, web service</li>
<li>gennaio fino a maggio &mdash; wireframe, video, creazione degli <em>asset</em>, scrittura dei frontend</li>
</ul>
<p>abbiamo speso quattro mesi circa per realizzare una completa shell, un web browser e un media player. direi che, tutto considerato, abbiamo fatto un buon lavoro.</p>
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		<title>My Eyes</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 09:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emmanuele Bassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[movies: visto Watchmen — altrimenti noto come Watchmen: The curse of the blue schlong1. a parte gli scherzi: best. movie. ever. andateci, e se riuscite andate all&#8217;IMAX. niente spoiler — anche se riuscire a spoilerare un film tratto da un fumetto scritto nel 1985 penso sia come spoilerare un film tratto da Guerra e Pace. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>movies</strong>: visto <em>Watchmen</em> — altrimenti noto come <em>Watchmen: The curse of the blue schlong</em><sup><a href="http://www.emmanuelebassi.name/archives/2009/03/17/my-eyes/#footnote_0_1189" id="identifier_0_1189" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="che immagino sar&agrave; seguito da Silk Spectre&amp;#8217;s Chest e da At Ozymandias&amp;#8217; End, e vedr&agrave; Johnny Depp nel ruolo del Doctor Jack Manhattan e Orlando Bloom in quello di Nite-ol">1</a></sup>. a parte gli scherzi: <strong>best. movie. ever.</strong> andateci, e se riuscite andate all&#8217;IMAX. niente spoiler — anche se riuscire a spoilerare un film tratto da un fumetto scritto nel 1985 penso sia come spoilerare un film tratto da <em>Guerra e Pace</em>.</p>
<p><strong>travel</strong>: due settimane fa sono andato a Portland, OR. città molto gradevole, ottima birra. tre posti: 1. <em>stumptown</em>, coffee shop; 2. <em>voodoo doughnuts</em>; 3. <em>old town pizza</em>. probabilmente, tra due settimane sono di nuovo negli States, questa volta a San Francisco.</p>
<p><strong>clutter</strong>: mentre Marco <a href="http://blog.barisione.org/2009-03/vala-clutter-limoncello/">usa Vala e Clutter 0.8</a>, qui si rilascia <a href="http://www.clutter-project.org/blog/?p=68">il secondo snapshot per sviluppatori di Clutter 1.0</a>. potrei anche mettermi di buzzo buono e aggiornare i binding Vala.</p>
<p><strong>moblin</strong>: ancora qualche settimana&#8230;</p>
<p><strong>GNOME</strong>: 2.26 in dirittura d&#8217;arrivo. grazie a Cosimo, il system log viewer potrebbe tornare ad essere utile per tutti gli esseri umani. grazie a Vincent, invece, lo screenshot tool permette di selezionare un&#8217;area del desktop.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1189" class="footnote">che immagino sarà seguito da <em>Silk Spectre&#8217;s Chest</em> e da <em>At Ozymandias&#8217; End</em>, e vedrà Johnny Depp nel ruolo del Doctor Jack Manhattan e Orlando Bloom in quello di Nite-ol</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Undaunted</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 19:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emmanuele Bassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[moblin 2.0-alpha è uscito &#8212; ma molti sembra non abbiano letto le note della release e pensano che la UI sia un&#8217;alpha di quella definitiva. sbagliato. la user interface dell&#8217;alpha è XFCE e non è affatto definitiva. in realtà non è nemmeno lontanamente la vera UX di Moblin v2. per inciso, e questo è quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>moblin 2.0-alpha <a href="http://moblin.org/community/blogs/tshureih/2009/announcing-moblin-v2-core-alpha-release">è uscito</a> &mdash; ma molti sembra non abbiano letto le note della <em>release</em> e pensano che la <acronym title="User Interface">UI</acronym> sia un&#8217;<em>alpha</em> di quella definitiva.</p>
<p><strong>sbagliato</strong>.</p>
<p>la <em>user interface</em> dell&#8217;<em>alpha</em> è XFCE e non è affatto definitiva. in realtà non è nemmeno lontanamente la <strong>vera</strong> <acronym title="User Experience">UX</acronym> di Moblin v2.</p>
<p>per inciso, e questo è quanto posso dire al momento per non rovinare la sorpresa: l&#8217;interfaccia di Moblin v2 è la cosa migliore che abbia visto da quanto OSX è stato rilasciato.</p>
<p>seriamente.</p>
<p><em>no, non ci sto lavorando io al momento &mdash; quindi il mio ego non ha niente a che fare con le mie valutazioni.</em></p>
]]></content:encoded>
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