sono passato al Lato Oscuro.
dovendo prendere un portatile personale — in parallelo a quello aziendale — ho acquistato un MacBook Pro (e il geek in me deve dare le specifiche: 13″, Core i5, 128GB di SSD).
la decisione è stata straziante: per una settimana ho avuto una tab di Chrome aperta sull’Apple Store, andando avanti e indietro tra offerte, refurbishment, modelli.
non mi capitava di prendere un computer mio da… non so nemmeno quando. cinque anni? sei? who knows?
le motivazioni per prendere un Mac dopo una dozzina d’anni con Linux? in buona parte, di sviluppo: voglio imparare ad usare un’altra piattaforma, sia per mettere a posto Clutter su Quartz, sia per scrivere qualcosa in Objective C. non è certo per user friendliness o supporto hardware: GNOME funziona out of the box, e ha funzionato con tutti i laptop che ho preso fino ad ora.
una componente, tuttavia, l’ha avuta il design dell’aggeggio — sia hardware che software.
il corpo macchina in metallo è affascinante, anche se aggiunge al peso.
i colpi di genio qui e lì sono altrettanto interessanti: l’indicatore della carica laterale, l’aggancio magnetico dell’alimentatore, la tastiera retro-illuminata. la qualità della componentistica parrebbe alta — ma sono già stato messo in guardia, e ho fatto un’assicurazione aggiuntiva per evitare sgradevoli sorprese; in fondo, è il mio laptop, e non lo cambierò tra 18 mesi.
quanto al software… leviamoci subito il pensiero: OS X è meglio di praticamente tutto quello che uso con cadenza giornaliera. il contendente maggiore è sicuramente GNOME 3.0, e fin lì poco ci piove, anche se c’è ancora tanta strada da fare — specialmente per quanto riguarda alcune applicazioni e il plumbing del sistema grafico.
in tutto questo, bisogna fare i conti con la Apple e con le sue corporate policies; la piattaforma che sto usando per connettermi ad Internet e scrivere questo post è probabilmente la più aggressivamente ostile all’open source che mi sia mai capitato di usare — anche se ho installato più software F/L/OSS che proprietario, ad esempio, installare un altro sistema operativo su questa macchina è un’impresa piuttosto ardua, che non va sempre a buon fine, e che lascia il tempo che trova.
dovendo dare un voto, direi che si aggiudica un 8.5/10 complessivo.
si può fare (un poco) di meglio, probabilmente aggiungendo un altro migliaio di GBP; e se piace il design industriale, il Lenovo ThinkPad x220 è una macchina altrettanto (anche se diversamente) bella.
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