diciamo le cose come stanno: a me, Enterprise aveva fatto schifo perché si sono infilati a forza in un vespaio con la continuity senza avere un’idea che era una — anzi, andando ripescando i fondi del barile fino a sfasciarlo per venderne i pezzi.
per questo prequel1 di Star Trek almeno hanno le palle di rimescolare le carte deliberatamente e con cognizione di causa. si, la timeline cambia. si, ma chissenefrega.
se a questo aggiungiamo una regia finalmente ai livelli dell’unico film di Star Trek con un effettivamente qualcuno dietro la macchina da presa2, una fotografia e un montaggio decenti, un cast che — perdio — sa recitare, e personaggi che sono chi devono essere pur non essendo macchiette.
alla fine, il film è ben fatto ed è Star Trek3.
quindi, che i fan vadano a quel paese; io sono un fan, e la serie originale mi fa venire l’orchite — ma questo film lo torno a vedere.
- che poi non è un prequel ma non è nemmeno un reboot [↩]
- ovvero The Motion(less) Picture, guarda caso con una storia in cui volevano riavviare la serie per una nuova missione quinquennale poi finita nel cassetto per un lustro fino a diventare The Next Generation [↩]
- quanto meno, è lo Star Trek di Roddenberry; la caravana nello spazio e tutto quel genere di cose; io apprezzo più lo Star Trek di Micheal Piller e di Ron Moore, ma che se provi a metterlo sul grande schermo lo ammazzi. andiamo, su, ditemi che un film di Battlestar Galactica verrebbe bene; I dare you, I double dare you, motherfucker [↩]
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