il viaggio a Boston è stato interessante — e per un volta non nel senso cinese del termine.
la user experience hackfest ha dato i suoi frutti ma per avere qualcosa di reale da provare bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo. in generale, mi ha fatto molto piacere partecipare a quella che penso essere la prima sessione di design comunitaria — opposta alle sessioni aziendali. l’idea che finalmente la comunità GNOME abbia risorse e volontà necessarie per mettere intorno a un tavolo non solo hacker e ingegneri ma soprattutto UI designer e user interaction designer mi ha riempito di orgoglio. non mi capitava da molto di riflettere sulla comunità e di avere moti d’ottimismo, quindi mi sono trovato piacevolmente sorpreso.
l’hackfest e il summit sono anche state due occasioni per ritrovare gente che vedo più o meno di rado (magari una volta sola l’anno, al GUADEC), e per incontrare nuovi volti. sono anche state due occasioni per ricominciare tradizioni a lungo sopite — vedi il white russian di fine serata, complice Federico. la cosa più interessante, però, è stato notare quante persone della “vecchia guardia”1 siano rimaste nell’orbita del progetto. se dopo dieci anni te la senti ancora di contribuire codice nel tuo tempo libero vuol dire che questa cosa del desktop libero ancora funziona. penso abbia a che fare con il non aver scritto tutto quanto in Scheme, ma su questo non ci giurerei.
alla fine non sono andato di nuovo al Barking Crab — ma sono stato accompagnato per ristoranti e tavole calde in giro per Boston e Cambridge e devo dire di non aver mai mangiato male o troppo.
il volume di persone che mi ha chiesto com’è andata la transizione dalla gente simpatica alla grande compagnia non è contenibile in R³; sono passato da gente spaventata perché convinta saremmo finiti a lavorare tutti solo sui driver delle GPU a gente in giubilo perché convinta saremmo finiti a lavorare tutti solo sui driver delle GPU. questo dovrebbe dirmi qualcosa, ma al momento mi sfugge. in realtà, il mio lavoro non cambia di un’epsilon piccola a piacere; continuo a lavorare su Clutter, continuo a lavorare su progetti open source sia per Moblin che per GNOME. è cambiata la struttura intorno a me2 ma non c’è molto di differente.
c’è di buono che molto di quello su cui lavoro sarà molto probabilmente open from day one, quindi potrò parlare di più di quello che faccio quando lo faccio, invece di dover aspettare sei/nove mesi — quando andava bene — cosa che maggiormente ha limitato la mia produzione sul blog. beh, quello e l’aver finalmente smesso di curarmi di quello che succede in Italia3.
