Oct
21
2008
3

Well That Was Easy

il viaggio a Boston è stato interessante — e per un volta non nel senso cinese del termine.

la user experience hackfest ha dato i suoi frutti ma per avere qualcosa di reale da provare bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo. in generale, mi ha fatto molto piacere partecipare a quella che penso essere la prima sessione di design comunitaria — opposta alle sessioni aziendali. l’idea che finalmente la comunità GNOME abbia risorse e volontà necessarie per mettere intorno a un tavolo non solo hacker e ingegneri ma soprattutto UI designer e user interaction designer mi ha riempito di orgoglio. non mi capitava da molto di riflettere sulla comunità e di avere moti d’ottimismo, quindi mi sono trovato piacevolmente sorpreso.

l’hackfest e il summit sono anche state due occasioni per ritrovare gente che vedo più o meno di rado (magari una volta sola l’anno, al GUADEC), e per incontrare nuovi volti. sono anche state due occasioni per ricominciare tradizioni a lungo sopite — vedi il white russian di fine serata, complice Federico. la cosa più interessante, però, è stato notare quante persone della “vecchia guardia”1 siano rimaste nell’orbita del progetto. se dopo dieci anni te la senti ancora di contribuire codice nel tuo tempo libero vuol dire che questa cosa del desktop libero ancora funziona. penso abbia a che fare con il non aver scritto tutto quanto in Scheme, ma su questo non ci giurerei.

alla fine non sono andato di nuovo al Barking Crab — ma sono stato accompagnato per ristoranti e tavole calde in giro per Boston e Cambridge e devo dire di non aver mai mangiato male o troppo.

il volume di persone che mi ha chiesto com’è andata la transizione dalla gente simpatica alla grande compagnia non è contenibile in R³; sono passato da gente spaventata perché convinta saremmo finiti a lavorare tutti solo sui driver delle GPU a gente in giubilo perché convinta saremmo finiti a lavorare tutti solo sui driver delle GPU. questo dovrebbe dirmi qualcosa, ma al momento mi sfugge. in realtà, il mio lavoro non cambia di un’epsilon piccola a piacere; continuo a lavorare su Clutter, continuo a lavorare su progetti open source sia per Moblin che per GNOME. è cambiata la struttura intorno a me2 ma non c’è molto di differente.

c’è di buono che molto di quello su cui lavoro sarà molto probabilmente open from day one, quindi potrò parlare di più di quello che faccio quando lo faccio, invece di dover aspettare sei/nove mesi — quando andava bene — cosa che maggiormente ha limitato la mia produzione sul blog. beh, quello e l’aver finalmente smesso di curarmi di quello che succede in Italia3.

  1. molte ormai nel GNOME Old Farts Club :-) []
  2. e passare da 20 colleghi a 80 mila colleghi è decisamente un cambio di prospettiva []
  3. mi incazzo già a sufficienza per quello che capita in UK, a lavoro o nella comunità, ovvero la roba che mi tocca maggiormente []
Oct
04
2008
2

Liberty Bell

il sottoscritto se ne va per una settimana circa in quel di Boston, prima per una hackfest poi per il Boston Summit. poiché mi porterò dietro l’altro laptop1 sarà problematico rispondere a email e menate varie, ma tenterò di usare tumblr e twitter per dimostrare la mia esistenza.

  1. un T61 con su windows xp, che serve solo come client di posta hardware e per completare burocrazia varia che richiede IE, e che in questo momento sta subendo un’installazione di Debian per un improbabile dual booting che non faccio dal novembre 1998 []
Oct
03
2008
6

A Time to be so Small

dato che non sono contento se non entro nelle solite diatribe sul selettore di file delle GTK+, sono finito ovviamente sul bug 325095, ovvero mostra una colonna con la dimensione del file.

premessa: se devi usare la dimensione di un file come discriminante per decidere cosa farne, sei fottuto comunque; la prossima volta usa un nome decente. qualunque altra considerazione ricade sotto file management, e quello non lo fate da una finestra di dialogo che serve per aprire o salvare file, bensì da un file manager. ergo, non venitemi a menare il torrone con stronzate tipo “devo decidere cosa cancellare” oppure “devo vedere cosa spostare”: Nautilus ha già una colonna per le dimensioni quindi usate quello e non venite a rompere i coglioni a me.

nonostante la doverosa premessa, esiste un caso in cui effettivamente serve la dimensione dei file — ovvero quando devi aprire un file che non hai creato tu. dato che questo caso non dovrebbe essere l’unico modo in cui i file appaiono sul vostro computer1, il default è “non visibile”.

dato che una sera mi annoiavo, e dato che la lettura dei commenti aveva provocato in me gli effetti noti, ho deciso di dedicare quei venti minuti necessari all’implementazione e il test2.

quindi, ecco qui uno screenshot del selettore file con la colonna visibile:

show size column

la patch è già atterrata in trunk, quindi sarà nella prossima release, di qui a nove mesi circa.

quello che mi domando è: nei tre anni di vita di quel bug, e dopo venti commenti, è possibile che io sia stato il primo pirla ad avere venti minuti da spendere per:

  • aprire un editor di testo
  • trovare la parte che si occupa di leggere le informazioni sui file
  • aggiungere numero una (1) colonna a un TreeView, numero uno (1) MenuItem, numero una (1) funzione di sorting

ora, vabbé che avevo venti minuti di totale odio per la razza umana, ma non è pensabile che io li abbia sempre e davanti a un computer con un check out delle GTK+3.

  1. nel qual caso, lo porterei dal più vicino esorcista se fossi in voi []
  2. e non fosse che compilare le gtk+ su questo laptop porta via 10 minuti anche con due core, ci avrei messo meno []
  3. ah, ma chi prendo in giro: io ho sempre un check out delle GTK+ []

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