Sofri il giovane, di nuovo sui lupini dei Malavoglia.
Insegnanti avvisati, ma non so se con la Gelmini si facciano ancora i Malavoglia
volesse il cielo! diciamolo chiaramente: i Malavoglia avrebbero anche rotto i coglioni.
è un libro modesto, con una trama risibile, temi che sono affrontati meglio da un ragazzino delle medie e probabilmente con la stessa padronanza del dialetto catanese, e buchi delle dimensioni del San Gottardo nella caratterizzazione delle macchiette che dovrebbero essere i personaggi e della trama — non ultimo il fatto che non spieghi un cazzo di questi dannati lupini1 — e l’unico motivo per cui il curriculum di italiano richieda ancora questa tortura per macerazione dei coglioni in acqua salata è l’auto-perpetuazione del programma scolastico del 1927 al 20092.
seppelliamo I Malavoglia nel tumulo a cui appartiene, e lasciamo che solo gli studenti della facoltà di lettere debbano sorbirsi questa immonda schifezza.
- ovviamente, gli insegnanti di italiano arriveranno dicendo ma non è importante!, mancando l’ovvio fatto che se non fosse importante non ci staremmo chiedendo ancora oggi cosa cazzo siano [↩]
- a questo punto chiedetevi perché nelle antologie per medie e superiori non si vada oltre il 1960 e che guarda caso nessun insegnante riesca mai a finire il programma passato Gadda o &mdashl dio non voglia — Calvino [↩]
sarà che la letteratura italiana dopo il 1950 è una cagata totale? libri dimenticabili, dimenticabilissimi. Manzoni, Verga, Gadda sono dei maestri della lingua erede del latino e del greco. Il resto è bruzzumaglia pretenziosa, sciocca e vana.
In verità il programma unico non esiste più da diversi anni. La programmazione viene fatta dal singolo docente. Poi, è vero, quasi tutti continuano a fare Verga.
@fedrox: <em>lingua erede del latino e del greco</em> BUM! ti prego, prenditi la macchina del trempo e torna nel 1937 che a queste cagate non ci crede più nessuno da allora. e la letteratura italiana post-1950 non è un completo disastro ferroviario — e se lo è allora chiediamoci perché questo avvenga. forse perché siamo ancora a guardarci l’ombelico o a credere che la lettereatura italiana sia finita con il verismo? 1890/1910?
@farfi: lo so che il programmone unico è stato rimosso; ma quanti i docenti che copiano pari-pari il proprio programma o quello dei colleghi? in più la domanda fatta a fedrox rimane: la letteratura italiana è davvero finita 90 anni fa e nessuno se n’è accorto?
Non entro nel merito della grandezza della lingua italiana, né del programmone abolito ma copiato dai professori.
Sono qui solo per dirvi che in Sicilia, a Catania, i lupini sono i legumi, e non le vongole.
Saluti,
Rolls
Ecco cosa sono i lupini:
http://it.wikipedia.org/wiki/Lupinus_albus
qui da me (Messina) si vede ancora qualche ambulante che li vende lungo la strada, li chiamiamo "luppina".
Per il resto, nonostante sia un appassionato di letteratura italiana, concordo sul fatto che si da troppa importanza a Verga, trascurando autori con le contropalle, come appunto Gadda e Calvino!
ma dai… non dirmi che non hai mai mangiato i lupini!
certo c’è di meglio, e se uno legge i malavoglia gli passa la curiosità di mangiarli
@fedrox
che l’italiano sia l’erede del latino è incontestabile, ma non è un gran pregio.
del resto la letteratura latina non ha mai prodotto granché, a parte i remake di remake di remake.
se confronti mille anni di letteratura latina con mille di quella italiana, quest’ultima ne esce sicuramente vincente.
ma sul fatto che sia l’erede anche del greco direi che si tratta di una favola.
Svevo.
@zefram
io non voglio (qui) indagini sociologiche sull’effetto della modernizzazione capitalistica del dopoguerra sulla debole mente dei popoli contadini veneti: gradirei una letteratura vivace come ce n’è altrove. Secondo me, gli italiani come popolo ce li siamo giocati. Ma un cazzo di scrittore capace di dire ai suoi conterranei quanto li disprezza per la loro inciviltà e rozzezza culturale, intellettuale e morale, almeno lui, ci vorrebbe.
Tutto vero, ma Verga scrive divinamente. L’idea, il messaggio, non lo condivido manco un po’, ma lo stile è splendido. Certo, potessi scegliere cosa far leggere direi Il Gattopardo che mi ha emozionato come pochi altri libri, ma dubito che l’attuale sistema di potere italiano sia dello stesso avviso.
Non riesco ad essere d’accordo.. Capolavori come la roba e mastro don gesualdo sono davvero lezioni di vita..
Praticamente ha previsto il futuro della società consumistica. IMHO cosa non da poco.
@mazzjoe: ovviamente ti droghi, quindi ti chiederei cortesemente di tagliare un po’ di più le sostanze che stai assumendo. non si prevede "il futuro della società consumistica" nel 1890 – a meno che tu non stia parlando del 1890 avanti cristo. "la roba che possiedi finisce per possederti" è, a meno della tylerdurdenesca parafrasi, un tema usato da creso in avanti. "lezioni di vita" una pippa.