Ma perché fermarsi al <a href="http://forum.ubuntu-it.org/index.php?topic=114363.0">COBOL</a>? Perché non torniamo tutti quanti ad Algol 60? Oppure all’assembly per PDP-1? In fondo anche x86 è una moda passeggera: prima o poi torneremo tutti alle valvole e allora si che non ci saranno cazzi per nessuno.
<blockquote>Con l’adozione dei socket inseriti circa 4 anni fa il cobol comunica in modo diretto con i linguaggi di programmazione attuali anche rivolti al web.</blockquote>
Ovvero: con l’introduzione di un filo sufficientemente lungo e due lattine, posso comunicare da Londra con i miei che stanno in Italia! Seriamente: COBOL comunica con altri linguaggi? Come dire che io comunico non con gli inglesi, bensà con la <em>Lingua Inglese</em>.
<blockquote>[...] uso [COBOL] per creare gestionali come contabilità magazzino fatturazione ecc.</blockquote>
Sempre lì, siamo: gestionali.
<strong>Update@2007-09-10T23:05+0100</strong>: siamo al delirio:
<blockquote>La potenza del Cobol a mio avviso oltre alla capacità di gestire grandi quantità di dati è la sua interfaccia di base a carattere facilmente proiettabile verso i sistemi remoti con una minima occupazione di banda. [...] L’interfaccia a carattere può essere valorizzata per esempio aggiungendo gli iperlink che portano ad una pagina web per ottenere i grafici che interessano.</blockquote>
Una Cinquecento color topo può effettivamente essere valorizzata aggiungendoci dei finti <strong>motori a curvatura</strong> e facendo <em>bruuuum bruuuuum</em> con la bocca una volta messi al volante.
<em>via <a href="http://geekdump.blogspot.com/2007/09/nostalgia.html">Ikitt</a>, che ha un talento tutto particolare per scoprire i fenomeni sui web forum</em>
Piuttosto che fare una vita a programmare gestionali mi taglio le vene… Figuriamoci in COBOL…
La quantità di codice legacy in Cobol è immensa, e a quanto sento almeno in Italia i programmatori Cobol sono figure professionali richieste, perchè come i sistemisti su mainframe sono rimasti in pochi. In questo scenario, avere un sistema per interfacciare un applicativo Cobol legacy con un application server è una necessità reale, penso che ancora oggi tutta l’anagrafe tributaria italiana sia scritta in Cobol (una volta c’erano anche porzioni in assembler, tipo il calcolo del codice fiscale).
Memorabile il "con lâintroduzione di un filo sufficientemente lungo e due lattine, posso comunicare da Londra con i miei che stanno in Italia"
il <em>phasing out</em> di applicazioni risalenti agli anni ’70 scritte in quell’<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/COBOL" rel="nofollow">abominio</a> è effettivamente una necessità , e le figure professionali in questo senso si sprecano. detto questo, quello che io prendo per il culo (necessariamente, perché non si può fare altrimenti in questi casi) è "non facciamoci prendere dalle mode del momento" – dove con "mode del momento" penso si intenda qualunque cosa avvenuta nell’IT negli ultimi quarant’anni.
Zefram: non sei il primo (e per la verita`, neanche il secondo o il terzo) che mi parla di questo mio presunto talento; dovro` iniziare a pensare che sia vero.
Entrando nel merito, concordo sostanzialmente con quanto espresso nei commenti: il codice legacy e` una realta`, e` una realta` l’adagio "se non e` rotto, non aggiustarlo" -hanno martellato in merito per 6 anni della mia carriera accademica, alla fine l’ho capito- e, per quanto il mio animo smanettone/geek possa restare inorridito, la roba in cobol, c’e`, a quanto pare funziona, probabilmente funziona anche ragionevolemente bene, e ci sara` ancora per un po.
Devo dar ragione a chi ricorda tutte queste cose, a chi ricorda che il cobol non andrebbe schifato in quanto tale (neanche il fortran se e` per quello), a chi ricorda che il codice legacy andra` mantenuto.
Ma non per sempre, andra` mantenuto. Andra` riscritto prima o poi, occorrera` fare qualche passo avanti. Non subito, non per forza, non tutto insieme, ma occorrera` progredire. Come se le dette banche utilizzassero ancora FIAT 131 come auto aziendali. OK, funzionano ancora benone e tutto quanto, ma il progresso, tra mille sbagli e mille vicoli ciechi, va avanti.
A volte ho l’impressione che i non-informatici vedano gli informatici sostanzialmente come venditori di fumo, ma voler rimanere ancorati a qualcosa che funziona, indipendentemente da tutto, e` un errore tanto quanto inseguire sempre la moda del momento, credo (si, queste cose in effetti era molto piu` sensato se le scrivevo nel /mio/ blog. Vabbeh, $DEITY bless cut ‘n’ paste).
Concludendo: condivido il tuo ultimo commento. Quel che mi da da pensare e` che per rilanciare una (molto) presunta attualita` di tale cariatide si contesti o si rimetta in discussione un buon trentennio di storia dell’informatica, e si porti come innovazione o comunque punto di interesse features (tipo i socket) che sono come minimo date per scontate in tutte le piattaforme moderne (dove per moderne intendo dal 1990 in poi).
@Ikitt: personalmente, io <strong>schifo</strong> il COBOL in quanto tale – e sono d’accordo con Dijkstra quando scriveva che insegnarlo dovrebbe essere ritenuto una <em>criminal offence</em>; e mentre nel 1960 poteva avere un senso scrivere un programma in COBOL, nel 2007 conoscere e scrivere pezzi di COBOL ha senso solo nella prospettiva di eliminarlo completamente e il più velocemente possibile da un sistema informatico – perché prima o poi tutti quelli che conoscono il COBOL moriranno e qualcuno dovrà partire <em>from scratch</em> e perderà un sacco di tempo.
Ma in itaGLia il COBOL e’ una tecnologia all’avanguardia e se ne fara’ uso per almeno altri 40 anni -.- Poveri noi (italiani)
Dijkstra sosteneva, ehm… 32 anni fa, quanto segue:
"The use of COBOL cripples the mind; its teaching should, therefore, be regarded as a criminal offence"
Dijkstra è morto e invece COBOL è ancora qui. Inizio a pensare che sia il diavolo.
ooops ho letto il tuo commento su dijkstra solo adesso…
La mia cinquecento color topo ha i motori a curvatura veri. Ed anche il dispositivo di occultamento ed due banchi phaser Klingon. (questa funzionalità é stata affettuosamente rinominata "hai sempre la precedenza agli incroci").
Ho lavorato in COBOL per 5 anni dal 90 a 95. Confermo E’ IL DIAVOLO!
I beg your pardon! non avevo ancora finito di scrivere!
dicevo: cv in flash-pen usb.
La Tipa dall’Altro Lato Della Scrivania: "potrebbe mandarcelo per e-mail, sa, siamo in LAN e abbiamo paura dei virus"
IO "Ah..scusi…credevo…che…"
LTALDS "Per sicurezza scarichiamo la posta, stampiamo il cv, lo scannerizziamo e poi lo spediamo ai clienti"
IO "Capisco…"
E tutto questo indossando un paio di scarpette rosse, battendo i piedi tre volte e ripetendo "There’s no place like home"
scusate l’O.T. ma visti i tag mi sembrava appropriato. (btw, mi sono persa per strada un pezzo del commento precedente, mi sono appena de-lurkata ed ho già fatto un macello)
Io conosco benissimo il cobol, assembler il C, e il C++,e l’interprete Java, e devo dire che in ambiente Mainframe il più open è il COBOL.
Questo lo posso dire perche lavorandoci da 30 anni e continuando anche a casa (visto che ho un mainframe) la velocità ,ed altro non hanno confronti.
E’ solo un Business l’adozione delle nuove tecnologie.
Io programmo dalla mattina alla sera in web services ed in tutti i protocolli emanati dalla RFC.
Devo dire che le performance ,dopo l’assembler che ha una BANDA ancora più piccola, è il COBOL.
I giovani programmatori vogliono, richiamando una classe, attivare un processo TCPIP ma non sanno che quella classe effettua una SOCKET, GETHOSTBYNAME, CONNECT, SEND, RECEIVE, CLOSE.
la velocità di scrittura delle applicazione sforna IGNORANTI INFORMATICI.
quella persona che dice che è un crimine programmare in COBOL IO la conosco benissimo e devo dire che può solo insegnare alle università .