Ieri sera siamo finalmente andati a vedere il concerto dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Decemberists">Decemberists</a> in quel di Shepherd Bush. Concerto meraviglioso, con tanto di <em>reenactment</em> della guerra d’indipendenza americana (con un finale un po’ differente da quello che ricordavo, se devo essere sincero).
La scaletta ha preso molto dall’ultimo album, <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Crane_Wife">The Crane Wife</a></em>:
<ul>
<li>The Crane Wife, 3</li>
<li>The Island (Come and See / The Landlord’s Daughter / You’ll Not Feel The Drowning)</li>
<li>Yankee Bayonet (I Will be Home Then)</li>
<li>O Valencia!</li>
<li>Shankill Butchers</li>
<li>The Crane Wife, 1 and 2</li>
<li>Sons & Daughters</li>
</ul>
Il finale su <em>Sons & Daughters</em> è stato particolarmente emozionante.
Ovviamente, ci sono stati alcuni dei pezzi più belli dagli album precendenti:
<ul>
<li>Billy Liar (da <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Her_Majesty_%28album%29">Her Majesty the Decemberists</a></em>)</li>
<li>We Both Go Down Together</li>
<li>Eli, The Barrow Boy</li>
<li>The Engine Driver</li>
<li>Sixteen Military Wives (da <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Picaresque_%28album%29">Picaresque</a></em>)</li>
</ul>
Per chiudere con <em>A Cautionary Song</em> (da <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Castaways_and_Cutouts">Castaways and Cutouts</a></em>). Peccato non abbiano fatto <em>The Bagman’s Gambit</em> o almeno <em>July, July</em>. Il fatto di essere riusciti a rendere i pezzi dell’ultimo album (che, più dei precendenti, è musicalmente <strong>denso</strong>, e con "denso" mi riferisco al fatto che, se la band prosegue su questi ritmi, il prossimo album dei Decemberists arriverà a collassare entro il proprio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Schwarzschild_radius">raggio di Schwarzschild</a>) esattamente come se fossero in studio va sicuramente a merito di questi sei folli musicisti.
<strong>Update@20070209T15:46</strong>: Pare che i Decemberists saranno a Bologna il 17 di questo mese, all’Estragon; se ci sono ancora bigletti, andateci: ne vale la pena.
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