Via <a href="http://www.neropercaso.it/dal-canada-con-furore/">Lawrence</a> arrivo a <a href="http://effettofarfalla.com/articles/2006/12/25/italia-non-ci-resta-che-piangere">questo blog</a> di Antonio Cangiano.
Come transfuga posso solo riconoscermi in buona parte di quanto scritto; l’unica differenza sta nel fatto che non mi manca in alcun modo l’Italia – solo un po’ di persone che ci vivono – perché l’Italia non mi è <strong>mai</strong> piaciuta. La sfortuna di essere nato in un posto e non riconoscerlo come <em>casa</em> fin da subito, fin da quando ne esci per le vacanze e ti trovi a Parigi a nove anni e fai commenti su quanto siano maleducati gli italiani – ad alta voce, nell’imbarazzo dei tuoi; oppure quando ti trovi a Londra a sedici anni e pensi <em>questa è casa mia</em>; oppure quando ti trovi a Berlino a venticinque anni e pensi seriamente <em>se trovassi un lavoro, qui potrei viverci senza problemi</em> (e non sai mezza parola di tedesco). In generale, rifiuto (con un certo imbarazzo) un’eredità alla quale non aspiro e non tengo.
Quindi, alla domanda <em>ti manca l’Italia</em> rispondo con un secco "no". Alla domanda <em>torneresti in Italia</em> posso, quindi, rispondere: solo se mi ci ammazzano.
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