In quel di Princeton, Avi Flamholz <a title="The Daily Princetonian – I’m a computer scientist, not your tech support" href="http://prince-web1.princeton.edu/archives/2006/05/08/news/15576.shtml">commenta</a> (dopo averne fatto per l’ennesima volta le spese) l’implicita equivalenza che la gente fa tra <i>computer scientist</i> e <i>tech support</i>.
Come (ex-)studente in ben <b>due</b> facoltà di informatica non posso fare a meno di dargli il benvenuto nel club. Confesso di aver sempre avuto un brivido lungo la schiena quando, durante feste o altri eventi sociali, arrivava la fatidica domanda: "ma tu, che cosa studi?" – anche perché, invariabilmente, succedeva una delle seguenti due cose dopo la mia risposta: 1. la noia si impadroniva del mio interlocutore, che mi lasciava con il mio long island in mano verso gente più interessante (chessò, uno studente di economia o di fracazzodivelletrologia applicata); 2. partiva una raffica di domande su come mettere a posto windows-office-mediaplayer-emmessenne, salvo poi ricadere nella fase 1) quando dichiaravo la mia più totale ignoranza sulle questioni tecniche microsoft-indotte. Ero a un passo dal comprare e indossare t-shirt <a href="http://www.thinkgeek.com/tshirts/frustrations/388b/">più o meno</a> <a href="http://www.thinkgeek.com/tshirts/frustrations/374d/">esplicite</a>.
<i>now playing: The New Pornographers, Mass Romantic</i>
la seconda maglietta è bellina, ma non sarebbe compresa
Gh, dannatamente vero questo post.
Ho preso l’adesivo con il testo della seconda maglietta ed ora fa bella mostra di se sul portatile. La prima maglietta è un must buy però, specie nella situazione di cui sopra.
3. il tuo interlocutore ti ascoltava affascinata, e tu finivi a chiedere la sua mano davanti alle famiglie riunite.
Quanto e’ purtroppo vero tutto questo…