When You’re Fourty

<i>Star Trek</i> compie i suoi primi quarant’anni, e dallo iato tra 1969 e 1987, questo è il primo anno senza <i>Star Trek</i> in televisione. Per fortuna, date le ultime due incarnazioni del mito, <i>Voyager</i> ed <i>Enterprise</i>. Ovviamente, altre serie hanno preso il posto della veterana: <i>Stargate SG1</i>, arrivata alla sua ultima, decima stagione è sicuramente la vera erede di <i>Star Trek</i> (da almeno un anno a questa parte ho in mente un post al riguardo); in più abbiamo <i>Stargate Atlantis</i>, la breve <i>Firefly</i> e, ovviamente, <i>Battlestar Galactica</i>.

Tuttavia, nonostante il collasso ad opera di autori non certo in grado di scrivere buone storie, <i>Star Trek</i> rimane sempre una grande saga di analisi dell’umanità, pregi e difetti, che usa la fantascienza come metacontenitore.

Per festeggiare la ricorrenza, <a href="http://wilwheaton.typepad.com">Wil Wheaton</a> (come "chi è"?) recensisce da par suo gli episodi di <i>Star Trek: The Next Generation</i> partendo dal primo <i>regular</i> <a href="http://www.tvsquad.com/2006/09/08/star-trek-the-next-generation-the-naked-now/">The Naked Now</a>, che apparve sui teleschermi americani diciannove anni fa e riavviò la magia dei tizi in tutina rossa che muoiono per primi in ogni <i>away team</i>, del teletrasporto che si guasta nei modi più inverosimili, delle navi stellari che sembrano delle camere sterili, degli ingegneri che trombano. Insomma, la magia della fantascienza.

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