Valanghe di byte di fuffa impregnano la blogosfera e i media tradizionali riguardo il <i>re-hash</i> della guerra israelo-libanese. Tra quelli che <i>i soldati rapiti sono secondari</i> e <i>con israele senza se e senza ma</i>, come al solito la posizione che scelgo è ben espressa dal fu <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Leo_McGarry">Leo McGarry</a>:
<blockquote>
<b>Leo</b>: Of course it’s not good. There is no good. It’s what there is! It’s how you behave if you’re the most powerful nation in the world. It’s proportional, it’s reasonable, it’s responsible, it’s merciful! It’s not nothing. Four high-rated military targets.
</blockquote>
Ovvero: Israele ha tutte le ragioni per prendersela con gli Hezbollah libanesi, specie per far arrivare il messaggio all’Iran – che poi è chi li manovra, attraverso la Siria. Le risposte, però, devono essere <b>proporzionali</b> all’offesa subita, non all’impressione che un governo senza retroterra militare vuole fare (tanto in Iran già lo sanno che Israele ha la potenza di fuoco e gli alleati per trasformare l’ex culla dell’umanità in un bel deserto di vetro radioattivo).
<i>Piccola glossa a margine: dichiararsi "amici di Israele" è quanto di più stupido abbia mai sentito da anni a questa parte, ed è tanto più vero in questo caso, quando ci si dichiara amici del bulletto di quartiere. Mi ricorda chi si dichiarava "amico degli Stati Uniti" il dodici di settembre del 2001, solo ancora più fuori luogo.</i>
<b>Update 2006-07-20T12:48+01:00</b>: Segnalo questo <a href="http://www.montag.it/theratrace/archives/2006/07/19/le-strane-simmetrie-di-una-guerra-asimmetrica">interessante</a> post su The Rat Race, a riguardo dell’asimmetria del conflitto.
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