iBurocrazia

La <a title="Repubblica.it – Hi-tech, lo Stato va a rilento e le PA inseguono l’efficacia" href="http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/scienza_e_tecnologia/forum-pa-2006/forum-pa-2006/forum-pa-2006.html">valanga di stronzate</a> che mi tocca leggere potrebbe anche configurarsi come tentato omicidio tramite soffocamento. Devo ancora decidere se dovuto alle risate oppure alle mie palle che, giunte a toccare terra, rimbalzano e si attorcigliano a mo’ di <i>bolas</i> attorno alla mia gola.

La <acronym title="Pubblica Amministrazione">PA</acronym> italiana deve ancora uscire dal XX secolo, con i suoi fax e le sue code di persona, e questi vogliono superare a destra tutti i governi di questo braccio di Galassia con telefonini, digitale terrestre (spazio bianco per le risate) e Internet. Ovviamente, con poche speranze di veder implementata anche solo una tecnologia, dato che difficilmente si esce dai progetti pilota. Ricordo anche che raramente un progetto per la pubblica amministrazione ha il prerequisito di esistere; figuriamoci, poi, di funzionare.

Quando riuscirò a sapere che fine ha fatto un mio pacco spedito dall’Inghilterra un mese fa e (probabilmente) fermo in dogana senza dover fare una richiesta in triplice copia e inviarla al prossimo presidente della repubblica, allora potrei anche pensare che per la <acronym title="Pubblica Amministrazione">PA</acronym> italiana ci siano ancora speranza.

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