Feb
28
2006
1

FOSDEM Report

Dopo una nottata e una mattinata dedicate al sonno dei giusti, ecco qui qualche noticina sparsa sul FOSDEM.

<h4>Day one</h4>

Sono arrivato tardi, come previsto, e ho saltato il <i>talk</i> di Stallman, come previsto. Da quanto ho saputo dagli altri si è trattato del discorso quadratico medio di Stallman, con l’aggiunta del mantra <i>il DRM è il Male</i>.

Girando tra i <i>boot</i>, le cose più belle che ho visto sono state le ragazze di Ekiga (l’ex GnomeMeeting), il nuovo <i>installer</i> grafico della Debian (basato su GTK e DirectFB), gli effetti di VideoLAN (il <i>frontend</i> per HTTP è particolamente interessante) e il fatto che molti hacker avessero il Nokia 770.

Principalmente, ho bazzicato intorno alla <i>room</i> dedicata a GNOME; non fosse che l’hanno spostata da una parte all’altra del <i>campus</i> dell’ULB, probabilmente non mi sarei mosso molto di mio.

Per prima cosa, c’è stata la presentazione dei partecipanti, tenuta da Jeff Waugh (sempre divertentissimo); poi, Damien Sandras ha mostrato lo stato di Ekiga (e ha spiegato il nome, e devo dire che sono d’accordo con lui: GnomeMeeting faceva onco, mentre Ekiga è un nome molto più azzeccato e interessante).

Ho seguito con grande interesse il <i>talk</i> di Tor Lillqvist sul <i>porting</i> delle applicazioni scritte per GNOME su piattaforma win32; per chiunque fosse interessato, molto si riduce a: usate GLib e fate attenzione al fatto che alcune cose sono implementate solo nella libreria C e non nel sistema stesso. Altro <i>talk</i> interessante è stato quello di Philip Vanhoof sui <i>design pattern</i> con GObject; Philip ha mostrato come l’<i>object orientation</i> con il C sia una cosa assolutamente naturale e potente, e intanto che c’era, ha mostrato come caricare un <code>GtkTreeModel</code> da tre milioni di righe in un <code>GtkTreeView</code> senza che ci volessero dieci minuti per il ridisegno dell’interfaccia, o senza che il sistema si sieda senza molta pietà: davvero ottimo per chi ha esigenza di mostrare molti dati in una lista/albero.

Mi sono perso il <i>talk</i> sul XGL, mannaggia, ma essere in due posti contemporaneamente è ancora una <i>feature</i> che mi manca.

<h4>Day two</h4>

La giornata inizia presto, con il <i>talk</i> di Tommi Komulainen sulla piattaforma Maemo e su cosa bisogna ricordarsi quando si sviluppa per il Nokia 770, ovvero: la CPU è poca e fa poche cose, la memoria è meno, il display è meraviglioso. La CPU è un’ARM senza FPU, quindi scardati Cairo; la memoria è composta da 64 MB, quindi solo un’istanza di un’applicazione per volta, e se sei in background salva il tuo stato perché verrai segato senza pietà alcuna; il display ha qualcosa come 200-e-rotti dpi, quindi la resa è decisamente migliore dell’LCD del vostro laptop.

Altri <i>talk</i> interessanti della giornata sono stati quello su Subversion e su Valgrind. GNOME tutto verrà migrato da CVS a SVN dopo la <i>release</i> 2.14 e volevo sentire qualcosa in più, dato che conosco poco CVS (pure utilizzandolo da qualche anno), ma ancora meno di SVN. Perché CVS non sia una grande scelta per grossi progetti è ovvio (impossibile copiare/spostare file, branching, tagging e diffing sono operazioni lente come la morte, richiede di essere connesso per troppe operazioni), tuttavia dopo aver avuto a che fare con sistemi di versioning distribuiti (Arch e bazaar su tutti), volevo vedere se SVN era effettivamente una buona scelta per GNOME, e Greg Stein mi ha convinto (specie quando ha detto che ci sono piani per implementare il merging intelligente e l’<i>offline commit</i>, togliendo parte dell’<i>edge</i> dai sistemi di versioning distribuiti). Anche il <i>talk</i> su Valgrind è stato interessante: sarebbe meglio che tutti quanti noi sviluppatori passassimo più tempo a tu per tu con questa <i>suite</i> di programmi.

Ovviamente, non potevo perdermi il <i>talk</i> di Kristian Reitveld sul Project Ridley e sulla <i>release</i> 2.10 delle GTK. Kris è stato perfetto, c’è decisamente interesse per le nuove <i>feature</i> delle prossime GTK. Una domanda dal pubblico è stata interessante: dato che ci saranno nuovi widget, ci sarà supporto per la stampa, per i file recenti, per un canvas (forse) e tonnellate di nuovo codice, le GTK non diventeranno troppo ingombranti – specie per i sistemi embedded? La risposta è: si, le GTK diventeranno più "grandi" di adesso; bisogna anche capire, tuttavia, cosa significhi "più grandi". La piattaforma base (glib, atk, pango, gtk+) al momento occupa qualcosa tra i cinque e i sei MB di librerie dinamiche; tuttavia, non è tanto la memoria occupata a rappresentare un serio problema: è il caricamento di librerie ad esserlo. Ovvero: se le GTK avranno il supporto per la stampa, io non dovrò caricare anche libgnomeprint e libgnomeprintui – ovvero, non avrò dei <i>seek</i> su disco per cercare i .so, non avrò il caricamento in memoria dei simboli e non avrò dei salti avanti e indietro per eseguire le funzioni: le GTK saranno già in memoria, e quindi avrò già a disposizione quelle funzioni. Certo, se la mia applicazione non stampa, non usa i file recenti, non ha un canvas e non usa molti widget allora avrò tempi di caricamento più lunghi. È un <i>trade off</i> tra spazio e tempo, come al solito.

Per finire, il <i>talk</i> di chiusura di Jeff è stato davvero divertente e interessante. Non posso spiegarlo: dovevate esserci. Quindi, vedete di venire a Barcellona a fine giugno per il GUADEC 2006.

Written by ebassi in: OpenSource,conference,fosdem |
Feb
28
2006
2

There’s no place like $HOME

Di nuovo a casa, dopo il week-end passato al <acronym title="Free and Open source Software Developers’ European Meeting"><a href="http://www.fosdem.org">FOSDEM</a></acronym>. È stata una bellissima due giorni di <i>talk</i>, discussioni, facce, strette di mani, risate e condivisione di esperienze e conoscenze.

Davvero meraviglioso.

<i>Ah, dimenticavo i famigerati "dettagli": ad aprile si va a Londra da <a href="http://www.o-hand.com">gente simpatica</a>, che pare credano io possa fare qualcosa per loro. Quindi, questo mese sarà decisamente movimentato.</i>

Written by ebassi in: Diary,fosdem |
Feb
25
2006
3

Leaving on a jet plane

L’aereo per Bruxelles è tra otto ore e qualcosa.

Il bus per l’aereoporto è tra cinque ore e mezza.

Dati gli orari di arrivo, è certo che mi perderò il <i>keynote</i> di Stallman. Me ne faccio rapidamente una ragione.

La valigia è pronta, il portatile pure.

Ci si risente martedì – ma se riesco a rimettere a posto la scheda wi-fi, anche prima.

Feb
15
2006
1

ChangeLog/8

Grazie per il vostro <i>mojo</i>: è davvero servito (i dettagli non adesso, ma presto).

A proposito, sto pensando di andare al <acronym title="Free and Open source Software Developers’ European Meeting"><a href="http://www.fosdem.org">FOSDEM</a></acronym> di quest’anno, a Brussels (perché "a proposito"? Ve l’ho detto: i dettagli non adesso, ma presto).

<b>Update 2006-02-18@00:20</b>: è ufficiale, il prossimo week-end qui si va a Bruxelles per un paio di giorni di <i>hacking</i>, di conferenze e di incontri con gente con la <a title="Un dettaglio" href="http://www.openedhand.com">mano aperta</a>; la <i><a title="Resto del mondo" href="http://restodelmondo.blogspot.com">fiancée</a></i> ha deciso di venire pure lei e di vedersi un po’ della città.

Written by ebassi in: Diary,Life,OpenSource,career |
Feb
11
2006
1

Program

L’ho fatto.

Ho bevuto dall’amaro calice, e mi sono letto <a href="http://www.lafabbricadelprogramma.it/">il programma di governo del centro-sinistra</a>.

Sono 281 pagine. Scritte da un emulo classicista e democristiano di Stephen King, senza dubbio; ma mentre nel romanzo quadratico medio di King almeno si scopa, nel programma dell’Unione, al massimo, <a href="http://www.gaynews.it/view.php?ID=36148">te la prendi in quel posto</a> senza neanche un mazzo di fiori o un invito a cena.

L’ho letto velocemente (sono pursempre duecento-ottantuno-pagine-interlinea-singola): la parte sull’università è carina, quella sulla scuola meno – da anni predico l’universitarizzazione del liceo, dopo la liceizzazione dell’università; la parte sulla società civile è, in fondo, ben poca cosa rispetto alle proposte economiche, e ciò non mi piace; in generale, la parte economica e quella sulla giustizia mi trovano particolarmente tiepido: per riuscire a fare quello che c’è scritto servirà ben più della maggioranza relativa data dalle urne.

MI prenderò i sei anni necessari per leggere il programma e poi vi dirò se, alla fine, sarà rispettato.

Written by ebassi in: News,Politics |
Feb
10
2006
4

ChangeLog/7

Scusate, il blog langue per via degli appelli del mese (ancora quattro da dare nelle prossime due settimane).

Nel week-end spero di finire il secondo <i>Ateismo for Dummies</i>, con un paio di risposte e di considerazioni sull’<i>ateismo caciarone</i> (per il deliquio di <a title="far finta di essere sani" href="http://farfintadiesseresani.blog-city.com">farfi</a> e dello <a title="lo straniero di elea" href="http://lostranierodielea.blog-city.com">straniero</a>).

Ci sono anche potenziali sviluppi inerenti il sottoscritto per quanto riguarda la Terra d’Albione, ma di questo non voglio ancora parlare se non quando anche io saprò di più. Avrei bisogno, a tal riguardo, di un po’ del vostro <i>mojo</i> verso mercoledì (come direbbe <a title="Wil Wheaton" href="http://wilwheaton.typepad.com">Wil</a>), miei fedeli trenta lettori.

Written by ebassi in: Diary |
Feb
04
2006
3

Legal

Quaranta canzoni, in formato MP3 senza meccanismi di <acronym title="Digital Rights Management">DRM</acronym> (ovvero: posso bruciarle, copiarle, spostarle su iPod, rifarci il naso alla pitanguy, etc.), al mese per 99¢ il primo mese e altrettante a 9 € e 99¢ dal secondo mese. Meno di quanto spenderei per un CD con dieci canzoni.

Tutto legale.

Al momento, sto scaricando <i>Picaresque</i> dei Decemberists (dopo che il video di <i>16 military wives</i> linkato a suo tempo dallo <a href="http://loziodamerica.blogspot.com">zio</a> è stato consumato a furia di rivederlo); domani, <i>The Greatest</i> di Cat Power.

Dove? Su <a href="http://www.emusic.com">eMusic</a>.

Written by ebassi in: General |
Feb
03
2006
--

Liberale

Gianni, ma non lo sai che <a href="http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/politica/versoelezioni17/postilav/postilav.html">Silvio</a> è un liberale d’altri tempi? Certo, lui vuole che tutti quanti abbiano garanzie e un giusto processo.

Intanto, poi, promette anche un altro milione di posti di lavoro! Io lo voto ancora, certo!

Gino, porta il quartino, che è l’età dell’ottimismo.

Written by ebassi in: Media,Politics |
Feb
03
2006
25

Ateismo for Dummies/0

<i>Avevo in mente qualche post sull’ateismo da un po’ di tempo, dopo essermi incazzato come una jena dopo la lettura di <a href="http://lostranierodielea.blog-city.com/the_ultimate_bullshit.htm">questo post dello straniero di elea</a>. Mi ero ripromesso di rispondere a mente fredda, e di lasciar sbollire l’incazzatura, perché quando sono arrabbiato tendo a diventare sgradevolmente offensivo. Il post rimarrà potenzialmente offensivo per i credenti ("questo spazio web è mio, lo pago io, e ci scrivo quel cazzo che voglio io", e tutto questo genere di cose); se pensate di non poter sopportare sfottò alla vostra religione-barra-divinità-barra-filosofia-di-vita, <b>smettete di leggere adesso</b> e crescete un po’ che vi farà bene. Non accetterò reclami da chi avrà continuato a leggere nonostante l’avviso; i commenti/trackback/post da me ritenuti alla stregua di parti della mente di un/una ciellino/a saranno considerati come tali a mio insindacabile giudizio previa lettura. Questo spazio web è mio, et cetera, et cetera.</i>

Gli atei sono esseri umani un po’ ossessionati dalle religioni. Dico "un po’" perché hanno anche altre ossessioni; io, personalmente, ne avrei anche un paio di altre… ma non vorrei divagare inutilmente. Gli atei sono un po’ ossessionati dalle religioni perché, al contrario dei credenti, non devono passare giornate intere a capire in cosa cavolo credono, o a fare esegesi (per diletto o profitto) di quello che ha scritto o detto una propria autorità religiosa. <i>Ergo</i>, non avendo questo passatempo quotidiano, gli atei guardano il restante 90% degli esseri umani e si fanno domande. Capirete anche voi come il contrario sia piuttosto raro – a parte una credente con la quale convivo, nessuno che conosco è mai uscito dai ciellinismi tipo <i>ma se non credi in nessun dio, chi avrebbe fatto l’universo</i> (ciellinismo quadratico medio, roba da farti cadere le braccia), e mi ha fatto un terzo grado per <b>capire</b> chi sono e cosa vogliono gli atei.

Gli atei.

Bella forza, a dire "gli atei": chi sono? Che cosa vogliono? Da che pianeta provengono? La verità è che, a definire gli atei sono sempre gli altri. Da sempre, l’<i>a-theos</i> è chi non crede alle divinità del definente: se sono ebreo, l’ateo sarà il <i>non-ebreo</i>; se sono cattolico, l’ateo sarà il <i>non-cattolico</i>; se sono pastafariano, l’ateo sarà chiunque non sia un <i>alpha-geek</i> che conosce Wikipedia. Da relativamente poco, però, l’intersezione dei vari <i>atei</i> si è scoperta non nulla: c’è qualcuno che è ateo per tutte le religioni di questo pianeta. Bella sfiga: come si auto-definisce un ateo-per-tutti? Anche qui, di solito ci pensano i credenti: <i>ateo è chi crede che non esista alcuna divinità</i>.

Oh, bella.

È come definire i possessori di Opel Kadett 1.2 (marrone cacchina metallizzata) come <i>coloro che non possiedono una Duna 1000 color grigio topo</i>.

No, così non va. Non solo perché è ridicolo, ma perché è una definizione <b>negativa</b>: definisco ciò che qualuno è attraverso ciò che gli "manca" – e se manca, quel qualcuno è manchevole, in errore, non completo, fate voi. Il ché è perfettamente ovvio, se i definenti sono persone che credono in uno o due o più mmbuti… ehm… entità soprannaturali.

Cominciamo, quindi, a mettere in piedi una definizione positiva. Già, ma come si fa? Mica è banale sintetizzare l’ateismo; si attraversa un campo minato ogni volta: se dico <i>ateo è chi non crede in una divinità</i> rimango sul generico, ed includo anche chi non ha una divinità ma ne ha molte; <i>ateo è chi non crede in alcuna entità superiore</i> va un po’ meglio, ma contiene una certa ambiguità di fondo – il <i>non credere in qualche cosa</i>. Questo tipo di affermazione è la risposta ad una domanda sbagliata. In realtà

<div style="text-align:center">
<p>un ateo sostiene che non ci sia alcuna entità superiore</p>
</div>

Ovvero, l’ateismo non dà una risposta alla domanda <i>credo in (almeno) una divinità?</i>; ma da una risposta a <i>esiste (almeno) una divinità?</i>. La risposta che l’ateismo da a questa domanda è, ed è incontrovertibilmente, <b>no</b>; non <i>credo di no</i>; non <i>probabilmente no</i>. Data la domanda sull’esistenza come premessa, la seconda domanda non può neppure esistere.

Quindi, se non esiste alcuna entità superiore non ci sono nemmeno testi, tradizioni e precetti da essa derivanti; non c’è niente al di fuori dell’umano (e da entità omomorfe come i palmipedi ramati su <i>Epsilon Eridanii VI</i>); non c’è niente al di fuori della materia, dell’energia, dello spazio, del tempo e della coda al casello di Melegnano. In mezzo c’è un <b>intero</b> Universo: dieci alla cinquantacinquesima atomi, un volume apparente di 700 miliardi di anni/luce cubici, cento miliardi di galassie ognuna da cento miliardi di stelle.

Senza contare il casello di Melegnano.

Written by ebassi in: Politics,atheism,religion |
Feb
03
2006
2

Minoranze

Posso dirlo in tutta sincerità?

A me, la gente che si sente in qualche modo minacciata da una minoranza – magari mentre fa di tutto per discriminare questa e altre minoranze – mi avrebbe anche rotto un po’ i coglioni.

Written by ebassi in: Politics,Rants |

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