La mae* <a title="(no) need to argue: Cartonarizzazioni" href="http://mae.splinder.com/1138218829#6963992">riportava</a> la notizia dell’acquisizione della Pixar da parte della Disney.
Per coloro i quali non avessero residenza su questo pianeta ma lo usassero solo come seconda casa per le vacanze, ecco il riassunto della vicenda:
<ul>
<li>la Disney ha acquistato la Pixar pagandola 7 <b>miliardi</b> di dollari</li>
<li>il pagamento è stato fatto con azioni della Disney, quindi si potrebbe parlare di un <i>merger</i>, se non che la proporzione tra i valori delle due società è di circa 10 a 1</li>
<li>Steve Jobs, con tre miliardi e rotti di dollari in azioni Disney (pari al 5%) diventa il singolo maggior azionista della casa del topo; per intenderci, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Edward_Disney">Roy Edward Disney</a> – il nipote di Walt – possiede l’1%, e l’ex-presidente-padrone <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Eisner">Michael Eisner</a> possiede circa il 4%</li>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Lasseter">John Lasseter</a>, co-fondatore della Pixar, è ora il <i>Chief Creative Officer</i> della Disney</li>
</ul>
La domanda che tutti si ponevano dopo l’acquisto/fusione era: la Pixar cambierà la Disney oppure accadrà il viceversa? Ovvero, vedremo ancora pellicole del calibro di <i>The Incredibles</i> e <i>Monsters, Inc.</i> oppure ci propineranno sbobba come enne-mila seguiti di <i>Toy Story</i> (tutti direttamente in <i>home video</i>)?
Pare che una possibile risposta – anche se la Disney è sempre stata abbastanza schizofrenica nel <i>decision making</i>, vedi la <i>damnatio memoriae</i> di Eisner dopo la caduta del presidente-padrone, seguita dalla ri-denominazione di un palazzo a nome <i>Micheal D. Eisner</i> – sia già formulabile: la Disney <a href="http://news.independent.co.uk/business/news/article341627.ece">ha cancellato senza molta pietà </a> il terzo (già in fase di stesura) e il quarto <i>installment</i> di <i>Toy Story</i> – sempre osteggiati dalla Pixar.
C’è speranza nel futuro, quindi.
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