Io sono un tipo abbastanza pragmatico. La <i>real politik</i> l’ho sempre vista come un migliore approccio alla vita e alla politica, rispetto all’asserragliarsi sulle "questioni morali", sui princîpi e quant’altro, che, usualmente, risultano tutti in un nulla di fatto. Se si vuole vincere (e non in senso assoluto, ma solo in senso di maggioranza), tentare di convincere gli altri va bene fino a un certo punto: alle volte, basta contarsi – e se si è in maggioranza, si va avanti con i numeri che si hanno. Altri si aggregheranno, altri lascieranno. à normale, è la vita.
Purtuttavia, sono (e non penso sia l’unico) amareggiato da <a title="Corriere.it – Prodi, un errore i PACS in piazza" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/13/pacs.shtml">questo commento di Prodi sulla manifestazione sui PACS a Roma</a>.
Prendendo la notizia con le molle – ché l’articolo mi sembra troppo "costruito" nella prosa e nelle finalità – capisco la posizione di Prodi. à un ex-<acronym title="Democrazia Cristiana">DC</acronym>, un partito che più che un nome aveva un ossimoro; ha a che fare con quei rompi-coglioni della Margherita e dell’Udeur – gente che, potessimo, lascerei alla caserma delle libertà in meno di un nano-secondo. Organizzerei perfino la festa di addio e di riconsegna del simbolo nel caso in cui Rutelli decidesse, finalmente, di andare a braccetto con Casini e Mastella. Stapperei la prima bottiglia di <i>Veuve-Cliquot</i> (quella avanzata dopo i festeggiamenti del passaggio di Vieri al Monaco).
DIcevo. Prodi ha a che fare con questi che sembrano più l’ufficio stampa del Vaticano (come se ne avessero bisogno), che dei politici della Repubblica Italiana. Ovvio che, se vuole far passare la legge sulle coppie di fatto e sulle unioni omosessuali, Prodi debba sembrare il meno rivoluzionario possibile, il più moderatamente grigio possibile. Ché, poi, io veda nella moderazione e nei moderati la morte di ogni politica è una mia posizione dettata dalla <i>real politik</i>; ma non divaghiamo.
Tuttavia, ci sono delle volte in cui il silenzio vale più di mille, e anche di mille volte mille, parole. Stando in silenzio, Prodi avrebbe dato un avallo alla manifestazione. Nel contempo, avrebbe lasciato alla Margherita e all’Udeur, ovvero le forze di destra in seno alla sinistra, la patata bollente di condannare (proprio come vuole Ratzinger) la manifestazione. Ognuno vi avrebbe letto quello che voleva, e Prodi non si sarebbe sbilanciato tanto. Perfino la destra ci avrebbe letto quello che voleva, dicendo che Prodi non dice mai nulla.
Poi, durante il governo – che avrebbe potuto contare sui milioni di voti dei cittadini <acronym title="Gay LesbicheBisessuali e Transessuali">GLBT</acronym>, poiché che non si sarebbero incazzati come storioni del Don dopo aver letto l’articolo del Corriere – avrebbe potuto infilare senza problemi il disegno di legge sulle unioni omosessuali come da programma.
Insomma, quando Prodi decide di parlare, che lo faccia <b>davvero</b> dopo aver pensato. E non si faccia prendere dalla rabbia, come fa Berlusconi. Anche perché Prodi non ha decine di avvocati pronti a spergiurare che si è trattato di un malinteso, o di organi di stampa notoriamente bolscevichi.
L’articolo è stridente, e la posizione di Prodi indissolubilmente legata al suo passato ed alle tradizioni che non ha mai abiurato; pienamente d’accordo. Qualcosa di giusto però c’è: il dibattito sui PACS, anziché preludere ad una riformulazione del concetto di famiglia più vicina alla legge civile e il più possibile lontana dalle grinfie morali di santa madre chiesa (il che avrebbe, tra parentesi, evitato quegli scimmiottamenti che in effetti vedo anch’io) si è concentrato, o meglio è stato strumentalizzato affinché si concentrasse, sullo ‘scandalo’ delle unioni omosessuali rendendo facile il gioco di chi sbandiera una Bibbia ed ottiene il plauso bicamerale. Quel che si vuole ottenere ha una portata molto, molto più ampia e include, per specie del genere, le unioni omosessuali e la loro dignità giuridica. Con le piazzate non si va lontano, finché le idee non saranno chiare sugli obiettivi e le strade da percorrere per compierli.
ma siamo sicuri che prodi nel programma inserirà davvero le unioni omosessuali e/o qualcosa di simile ai pacs francesi? comincio seriamente a dubitare.