Jan
30
2006
1

Meme o’ the week/3

<a href="http://www.moox.nl/blogworm/">
<img src="http://www.moox.nl/blogworm/virus.gif" style="width:244px;height:131px;border:0px;" alt="Blog.Worm"/>
</a>

<i>È una stronzata, ma non potevo resistere…</i>

Written by ebassi in: Blog,Fun,meme |
Jan
29
2006
--

Control

La mae* <a title="(no) need to argue: Cartonarizzazioni" href="http://mae.splinder.com/1138218829#6963992">riportava</a> la notizia dell’acquisizione della Pixar da parte della Disney.

Per coloro i quali non avessero residenza su questo pianeta ma lo usassero solo come seconda casa per le vacanze, ecco il riassunto della vicenda:

<ul>
<li>la Disney ha acquistato la Pixar pagandola 7 <b>miliardi</b> di dollari</li>
<li>il pagamento è stato fatto con azioni della Disney, quindi si potrebbe parlare di un <i>merger</i>, se non che la proporzione tra i valori delle due società è di circa 10 a 1</li>
<li>Steve Jobs, con tre miliardi e rotti di dollari in azioni Disney (pari al 5%) diventa il singolo maggior azionista della casa del topo; per intenderci, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Edward_Disney">Roy Edward Disney</a> – il nipote di Walt – possiede l’1%, e l’ex-presidente-padrone <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Eisner">Michael Eisner</a> possiede circa il 4%</li>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Lasseter">John Lasseter</a>, co-fondatore della Pixar, è ora il <i>Chief Creative Officer</i> della Disney</li>
</ul>

La domanda che tutti si ponevano dopo l’acquisto/fusione era: la Pixar cambierà la Disney oppure accadrà il viceversa? Ovvero, vedremo ancora pellicole del calibro di <i>The Incredibles</i> e <i>Monsters, Inc.</i> oppure ci propineranno sbobba come enne-mila seguiti di <i>Toy Story</i> (tutti direttamente in <i>home video</i>)?

Pare che una possibile risposta – anche se la Disney è sempre stata abbastanza schizofrenica nel <i>decision making</i>, vedi la <i>damnatio memoriae</i> di Eisner dopo la caduta del presidente-padrone, seguita dalla ri-denominazione di un palazzo a nome <i>Micheal D. Eisner</i> – sia già formulabile: la Disney <a href="http://news.independent.co.uk/business/news/article341627.ece">ha cancellato senza molta pietà</a> il terzo (già in fase di stesura) e il quarto <i>installment</i> di <i>Toy Story</i> – sempre osteggiati dalla Pixar.

C’è speranza nel futuro, quindi.

Written by ebassi in: Media,News,business |
Jan
25
2006
1

Sin verguenza

La SGAE, ovverosia la SIAE spagnola (che, a giudicare da quanto leggo in giro, viene reputata tanto quanto la controparte italiana), <a href="http://barrapunto.com/article.pl?sid=06/01/25/126229">ha multato di 518 euro un’associazione benefica</a> per aver organizzato una manifestazione canora per bambini con deficit mentali, senza aver pagato i diritti d’autore; dopo essersi rifiutati di pagare, i responsabili dell’associazione no-profit sono stati minacciati di azioni legali e hanno dovuto versare <del datetime="2006-01-25T19:28:36+00:00">il pizzo</del> l’emolumento.

Il presidente della SGAE <a href="http://www.20minutos.es/noticia/84868/0/sgae/cobra/discapacitados/">ha imputato</a> l’errore alla macchina burocratica, e ha detto che ridarà i 518 euro sotto forma di beneficenza.

Written by ebassi in: General,News,digital-rights |
Jan
25
2006
--

Include

Da un paio di giorni è stato incluso nelle <acronym title="GIMP Toolkit">GTK</acronym> un piccolo <i>widget</i> da me scritto, <code>GtkLinkButton</code>; niente di particolare, solo un bottone associato a una URL e con uno stile "link" (blu, sottolineato). Insomma, un contributo molto modesto da parte del sottoscritto.

È, a tutti gli effetti e scopi, un altro chiodo nella bara di <code>libgnomeui</code> – una delle librerie che verranno rese obsolete dalla versione 3.0 delle GTK (nome in codice: <a title="Gnome Live! – Project Ridley" href="http://live.gnome.org/ProjectRidley">Project Ridley</a>) e dall’equivalente release di GNOME (nome in codice: <a title="Gnome Live! – Project Topaz" href="http://live.gnome.org/ProjectTopaz">Topaz</a>).

Tutto questo in attesa che il mio contributo più consistente, l’<a title="Gnome Live! – Recent Files" href="http://live.gnome.org/ProjectRidley/RecentFiles">aggeggio per i file recenti</a>, venga sottoposto a revisione e incluso prima della <i>release</i> 2.10 delle GTK (prevista per questa estate).

Written by ebassi in: Diary,Linux,gnome,hacking |
Jan
19
2006
7

Interview

Nonostante i miei avvertimenti su quanto io possa essere noioso, <a title="ossblog.it – Intervista ad Emmanuele Bassi" href="http://www.ossblog.it/post/402/intervista-ad-emmanuele-bassi-gnome-lover">sono stato intervistato</a> da <a title="ossblog.it" href="http://www.ossblog.it">ossblog</a>: si parla del mio lavoro su GNOME, della nuova release e di come contribuire ad un progetto <acronym title="Free and Open Source Software">F/OSS</acronym>.

Written by ebassi in: Blog,Diary,OpenSource,gnome |
Jan
17
2006
4

Release Night

Ieri sera dovevo fare la <i>release</i> di gnome-utils. Dopo averla fatta, ho fatto pure la <i>release</i> di gnome-terminal, dato che il (nuovo) <i>maintainer</i> doveva uscire e non avrebbe avuto tempo materiale di farla (le <i>release</i> devono essere fatte in un giorno prestabilito all’inizio del ciclo di sviluppo, entro un’ora prestabilita).

In un attimo di follia, ho anche accettato di fare una <i>release</i> di emergenza di altri <b>tre</b> pacchetti – i fondamentali libgnome, libbonoboui e libgnomeui. Questo a due ore dalla scadenza del termine.

Divertito, mi sono divertito. Ma è stata una follia che desidererei non rifare – almeno, non per i prossimi sei mesi.

<b>Apropòs:</b> se usate Ubuntu Dapper (6.04), aggiornate domani o dopo; c’è stato un lieve cambiamento nelle API di libgnome, e i pacchetti che fanno uso della classe <code>GnomeProgram</code> devono essere ricompilati contro le nuove <i>release</i> di libgnome, libbonoboui e libgnomeui, altrimenti si rompono in maniera abbastanza spettacolare.

Written by ebassi in: Fun,General,Linux,gnome,hacking |
Jan
17
2006
5

The Other Half of IT

Sul blog di <a title="What are we doing today, brain?" href="http://pipka.org/blog/">Pia Waugh</a> trovo <a title="Report on Girls in IT by Sydney University" href="http://pipka.org/blog/1136885846">questo post</a> su un <i>workshop</i> organizzato dall’Università di Sydney e incentrato sull’orientamento delle adolescenti verso una carriera nell’<acronym title="Information Technology">IT</acronym>.

Leggendo <a href="http://pipka.org/misc/Girls-in-IT-workshop-summary.pdf">il report</a>, stavo per mettermi a piangere dopo aver pensato a cosa succede non solo nella scuola superiore italiana – in quali e quante scuole si insegna a prendere un computer, smontarlo e rimontarlo? In quali e quante si incoraggiano le adolescenti a fare qualcosa del genere? In quali e quante scuole un tale <i>workshop</i> potrebbe essere organizzato, e da chi? – ma anche da quello che succede nelle università, dove la popolazione media delle facoltà <acronym title="Information Technology">IT</acronym>-related è decisamente molto maschile (e, diciamocelo, si lava pure poco)?

Jan
13
2006
2

Rage

Io sono un tipo abbastanza pragmatico. La <i>real politik</i> l’ho sempre vista come un migliore approccio alla vita e alla politica, rispetto all’asserragliarsi sulle "questioni morali", sui princîpi e quant’altro, che, usualmente, risultano tutti in un nulla di fatto. Se si vuole vincere (e non in senso assoluto, ma solo in senso di maggioranza), tentare di convincere gli altri va bene fino a un certo punto: alle volte, basta contarsi – e se si è in maggioranza, si va avanti con i numeri che si hanno. Altri si aggregheranno, altri lascieranno. È normale, è la vita.

Purtuttavia, sono (e non penso sia l’unico) amareggiato da <a title="Corriere.it – Prodi, un errore i PACS in piazza" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/13/pacs.shtml">questo commento di Prodi sulla manifestazione sui PACS a Roma</a>.

Prendendo la notizia con le molle – ché l’articolo mi sembra troppo "costruito" nella prosa e nelle finalità – capisco la posizione di Prodi. È un ex-<acronym title="Democrazia Cristiana">DC</acronym>, un partito che più che un nome aveva un ossimoro; ha a che fare con quei rompi-coglioni della Margherita e dell’Udeur – gente che, potessimo, lascerei alla caserma delle libertà in meno di un nano-secondo. Organizzerei perfino la festa di addio e di riconsegna del simbolo nel caso in cui Rutelli decidesse, finalmente, di andare a braccetto con Casini e Mastella. Stapperei la prima bottiglia di <i>Veuve-Cliquot</i> (quella avanzata dopo i festeggiamenti del passaggio di Vieri al Monaco).

DIcevo. Prodi ha a che fare con questi che sembrano più l’ufficio stampa del Vaticano (come se ne avessero bisogno), che dei politici della Repubblica Italiana. Ovvio che, se vuole far passare la legge sulle coppie di fatto e sulle unioni omosessuali, Prodi debba sembrare il meno rivoluzionario possibile, il più moderatamente grigio possibile. Ché, poi, io veda nella moderazione e nei moderati la morte di ogni politica è una mia posizione dettata dalla <i>real politik</i>; ma non divaghiamo.

Tuttavia, ci sono delle volte in cui il silenzio vale più di mille, e anche di mille volte mille, parole. Stando in silenzio, Prodi avrebbe dato un avallo alla manifestazione. Nel contempo, avrebbe lasciato alla Margherita e all’Udeur, ovvero le forze di destra in seno alla sinistra, la patata bollente di condannare (proprio come vuole Ratzinger) la manifestazione. Ognuno vi avrebbe letto quello che voleva, e Prodi non si sarebbe sbilanciato tanto. Perfino la destra ci avrebbe letto quello che voleva, dicendo che Prodi non dice mai nulla.

Poi, durante il governo – che avrebbe potuto contare sui milioni di voti dei cittadini <acronym title="Gay LesbicheBisessuali e Transessuali">GLBT</acronym>, poiché che non si sarebbero incazzati come storioni del Don dopo aver letto l’articolo del Corriere – avrebbe potuto infilare senza problemi il disegno di legge sulle unioni omosessuali come da programma.

Insomma, quando Prodi decide di parlare, che lo faccia <b>davvero</b> dopo aver pensato. E non si faccia prendere dalla rabbia, come fa Berlusconi. Anche perché Prodi non ha decine di avvocati pronti a spergiurare che si è trattato di un malinteso, o di organi di stampa notoriamente bolscevichi.

Written by ebassi in: General,Media,News,Politics |
Jan
13
2006
1

Time Waits For Nobody

Il tempo per <del datetime="2006-01-13T15:40:30+00:00"><a title="Corriere.it – Berlusconi dai pm accusa D’Alema" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/13/berlusconi.shtml">deporre</a></del> <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/13/unipol.shtml">non dire nulla di penalmente rilevante</a> contro il presidente e il segretario del maggior partito dell’opposizione Berlusconi l’ha trovato subito.

Il tempo per deporre ai <b>suoi</b> processi, al contrario, sembrava non trovarlo mai.

Sarò io che penso male, probabilmente.

Written by ebassi in: General,Media,News,Politics |
Jan
12
2006
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Security

<a title="TECTONIC- Lies, damned lies and US-CERT statistics" href="http://www.tectonic.co.za/view.php?id=777">Un’attenta analisi</a> della lista di vulnerabilità pubblicata dall’<acronym title="United States Computer Emergency Response Team">US-CERT</acronym>, e degli enfatici annunci che dicevano come Windows fosse più sicuro di Linux, confrontando gli <i>advisory</i> del <b>solo</b> Windows con quelli di <b>tutte le distribuzioni e di tutti i kernel</b> di Linux.

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